Uma Thurman è un’attrice magnetica, e in molti dei personaggi che ha interpretato sul grande schermo è possibile ritrovare la grazia, la rabbia e le tante sfumature della psiche femminile. Un fascino e un talento che hanno colpito Lars von Trier, che dopo quello della Signora H in Nymphomaniac ha deciso di affidare all’attrice un altro incredibile ruolo.

In La casa di Jack, dal 28 febbraio al cinema, è la donna rimasta in panne che chiede una mano al protagonista Jack (Un fenomenale Matt Dillon). La sua insistenza nel farsi aiutare dall’uomo, diventerà però un po’ troppo invadente… scatenando il primo “incidente” dei cinque raccontati nel film.

L’attrice, che aveva già collaborato con il regista interpretando la moglie furiosa lasciata dal marito in Nymphomaniac, si definisce “a prova di proiettile” quando si tratta di lavorare con personalità intelligenti, ma profondamente difficili, come von Trier. Merito anche del sodalizio con un altro “ribelle” del cinema: l’irrequieto Quentin Tarantino.

L’indiscussa musa di Tarantino

Sensuale e fascinosa, Uma Karuna Thurman (il suo nome in sanscrito significa luce e compassione) colpisce per la bellezza inusuale con cui ha caratterizzato le donne che ha interpretato: da Venus in Le avventure del barone Münchausen di Terry Gilliam a Cècile in Le relazioni pericolose di Stephen Frears.

Il magico sodalizio con Quentin Tarantino la consacra a vera e propria icona: Mia Wallace e il suo caschetto in Pulp fiction e Beatrix/La Sposa in tuta gialla e katana in Kill Bill sono due immagini che entrano di diritto nella storia del cinema.

Pronta a lavorare ancora con Tarantino (che intanto ha scelto la figlia, Maya Hawke, per Once Upon a Time in Hollywood), la star prosegue nella sua crescita artistica e spiazza il pubblico con scelte davvero coraggiose.

La sfida con von Trier

Della sua esperienza sul set di Nymphomaniac, la Thurman ricorda di aver trascorso dei giorni straordinari: “Quando mi ha inviato il copione ero molto emozionata. Lars è un regista incredibilmente sensibile. Il mio ruolo era davvero impegnativo, ma non l’ho deluso”.

Sul personaggio che interpreta in La casa di Jack, ha voluto sottolineare il fatto che solitamente non sceglie i suoi ruoli in base alla fine che quel personaggio fa sulla scena, ma per ben altri motivi: “li scelgo per avere l’occasione di poter lavorare con quel regista”. O, come in questo caso, per tornare a collaborarci.