Matt Dillon, protagonista de La casa di Jack – al cinema dal 28 febbraio – è affiancato da Bruno Ganz, uno dei più grandi attori del cinema europeo, scomparso lo scorso 15 febbraio, all’età di 77 anni nella sua Zurigo.

Angelo e diavolo, sono questi i due personaggi che più di tutti hanno segnato la carriera di Bruno Ganz. Attore simbolo del Nuovo Cinema Tedesco, è stato protagonista di storie raccontate da indiscussi maestri, come Werner Herzog (con cui lavora al remake di Nosferatu) e Wim Wenders. Per quest’ultimo interpreta nel 1987 Damiel, l’angelo che si innamora di una donna ne Il cielo sopra Berlino. Nel 2004 accetta la parte del diabolico führer per La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler del regista Oliver Hirschbiegel. Un successo al box office, conquistato grazie alla straordinaria capacità attoriale di Ganz, che riesce a rappresentare Adolf Hitler come un essere umano, un individuo capace di mostruosità.

 

L’attore ideale per von Trier

“Bruno Ganz e Matt Dillon sono una coppia perfetta” spiega Louise Vesth, produttrice de La casa di Jack, “nonostante le grandi differenze tra i due, Lars è riuscito a vedere una connessione. Bruno porta con se il grande spessore del cinema europeo”.

Uno dei migliori attori europei  non poteva sfuggire all’attenzione di Lars von Trier, che nel suo ultimo film gli affida il ruolo di Virgilio (Verge nell’originale, che in inglese significa limite, ma anche verga). È lui che ascolta la confessione di Jack, lungo il cammino che lo porterà all’inferno.

Il dialogo tra Virgilio e Jack: un’analisi dell’arte e della vita

Come il grande poeta latino, che nella Divina Commedia diventa la guida scelta da Dante per ritrovare la strada smarrita, è il maestro morale, il rappresentante della ragione umana.

Il dialogo tra Jack e Virgilio sembra quasi una lunga seduta psicoanalitica (simile a quella tra Joe e Seligman in Nymphomaniac), dove dietro il bisogno del protagonista di voler spiegare la natura dei suoi crimini, si nasconde il desiderio di von Trier di giustificare alcune sue provocazioni artistiche.

Più volte, durante il viaggio nell’oltremondo, Virgilio si mostra contrario alle scelte di Jack: per il serial killer ogni omicidio è un’opera d’arte, ed è il cinismo dell’artista, a cui non importa del benessere delle persone, a renderla tale. Virgilio, di contro, sottolinea il suo errore asserendo che solo l’amore è arte.

Un confronto acuto sul senso dell’arte e dell’esistenza, che sarà al centro dell’intero film, nelle sale dal 28 febbraio.

L’ultimo film di Lars von Trier diventa così un doveroso omaggio alla carriera di uno straordinario artista.