Dagli anni Ottanta a oggi, la lunga carriera dell’attore è stata segnata da performance piene di passione e di talento. Anche ne La casa di Jack, al cinema dal 28 febbraio, Matt Dillon regala al pubblico un’interpretazione superlativa.

L’esordio nel mondo del cinema di Matt Dillon avviene prestissimo, a 15 anni, quando viene scelto per il ruolo di Richie in Giovani guerrieri. Il film è incentrato sul disagio giovanile negli Stati Uniti, tema cardine di altri due importanti film di cui l’attore è protagonista: I ragazzi della 56ˇ strada e Rusty il selvaggio, entrambi diretti dal regista Francis Ford Coppola, film che lo consacrano a star internazionale.

La carriera dell’attore prosegue con importanti collaborazione con alcuni dei più grandi registi, come Gus van Sant e Cameron Crowe. Per il primo è Bob, il giovane tossicodipendente che cerca di disintossicarsi in Drugstore Cowboy (in cui fa anche una comparsa William S. Burroughs, mito della beat generation); con Crowe gira Singles – L’amore è un gioco, commedia romantica in cui è uno strambo musicista grunge.

Gli anni Novanta e le commedie brillanti

È il 1993 quando, diretto da Anthony Minghella, diventa Mister Wonderful. La commedia ruota attorno a un uomo e al suo disperato tentativo di trovare un nuovo marito all’ex moglie, per non dover più pagare gli alimenti. Nel 1997 è nel cast della commedia di successo In & Out, dove interpreta il ragazzo che, durante il discorso di accettazione dell’Oscar, ringrazia il suo professore svelandone l’omosessualità. L’anno seguente prende parte all’esilarante Tutti pazzi per Mary, commedia cult dei fratelli Farrelly.

Gli anni Duemila e l’esordio alla regia

Con City of Ghost, Dillon decide di cimentarsi dietro la macchina da presa, un episodio che non resterà a lungo isolato, l’attore sta infatti lavorando a un documentario sul musicista cubano El Gran Fellove. Nel 2004 è uno dei personaggi del film corale Crash – Contatto fisico di Paul Haggis, che gli frutta una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista; l’anno successivo è protagonista di Factotum, pellicola dedicata all’omonimo romanzo di Charles Bukowski.

 

Jack, il ruolo più rischioso della carriera

Dillon confessa di essere rimasto intrigato dal personaggio di Jack fin da subito: “È tutto quello che un attore vorrebbe. Con Jack ho avuto la grande occasione per poter esplorare qualcosa di diverso. Mi sono preparato davvero a lungo per questo ruolo”.

La ragione che ha spinto l’attore a prendere parte al progetto di von Trier è stata la possibilità di poter lavorare con il regista, artista con cui ha scoperto di avere una buona chimica e di cui ammira le opere “nei suoi film c’è qualcosa che mi emoziona, qualcosa per cui vale la pena vederli”.  La vera sfida per Dillon è stata quella di interpretare un personaggio totalmente privo di empatia “il film è una lunga meditazione sul male, ti trascina in luoghi oscuri. È stato il ruolo più rischioso della mia carriera”.

 

Con La casa di Jack, nelle sale italiane dal 28 febbraio, Matt Dillon torna al cinema con un film pieno di forti emozioni e di intense riflessioni.