Matt Dillon, protagonista de La casa di Jack, nelle sale italiane dal 28 febbraio, ha dichiarato che per prepararsi al ruolo dello spietato omicida, si è documentato a lungo. La sua ricerca si è conclusa con un enorme sorpresa, ovvero l’incredibile numero di serial killer realmente esistiti. Ecco i 5 tra i più pericolosi e spietati della Storia.

Albert Fish (1870 – 1936)

Il vampiro di Brooklyn è stato inserito nella lista dei 20 serial killer più pericolosi di sempre. Dopo un periodo in orfanotrofio dove subisce delle violenze, Fish diventa un ragazzo pieno di perversioni.  Masochista (amava infilare degli aghi nel suo corpo, soprattutto nell’inguine), pedofilo e cannibale, affermò di aver ucciso 100 bambini e di averne molestati 400. In realtà gli vennero imputati 4 omicidi, tra cui quello della piccola Grace Budd grazie al quale fu catturato e condannato alla sedia elettrica: “l’unica modalità che mi mancava per procurarmi dolore”, disse.

Ed Gein (1906 – 1984)

Ossessionato dalla propria madre, una donna dal carattere forte e fanatica religiosa, Gein visse isolato nella fattoria di famiglia assieme al fratello. Affetto da forti squilibri mentali, dopo la morte della madre l’uomo perde l’unica stilla di sanità che gli era rimasta. Accusato dell’omicidio di due persone, Gein fu detenuto in un ospedale psichiatrico fino alla morte. Per i suoi atroci atti di squartamento (nella sua casa furono ritrovati parti di corpi adibiti ad accessori di arredo) e necrofilia, venne denominato “Il macellaio di Plainfield”. La sua storia ha ispirato film come Psycho, Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti.

 Richard Leonard Kuklinski (1935 – 2006)

Feroce serial killer, spesso a servizio della mafia italo-americana, Kuklinski ha collezionato un numero di vittime imprecisato (forse 250). I suoi omicidi sono tutti caratterizzati da metodi sadici e da torture inenarrabili. Soprannominato “The Iceman” (L’uomo di ghiaccio), per aver tenuto un cadavere congelato in frigo per due anni, l’uomo seguiva però un personale codice morale che prevedeva di non fare del male a donne e bambini. Condannato all’ergastolo, ha spesso rilasciato interviste alla stampa: “Sono quello che la gente definisce un incubo. Sono spietato, cattivo, alieno alla sofferenza degli altri e al loro dolore”.

 

Edmund Kemper (1948)

Bambino brillante, in cui erano però già evidenti i sintomi di un forte disturbo psichico, Kemper ha dato sfogo alla sua psicosi tra il 1972 e il 1973. In quell’anno uccise, violentò e smembrò sei giovani autostoppiste nella zona di Santa Cruz in California. Prima di costituirsi alla polizia, uccise sua madre, con la quale aveva un pessimo rapporto, e una delle amiche di lei. Rinchiuso a vita nella California State Prison, Kemper ha ispirato uno dei personaggi protagonisti della serie TV Mindhunter.

 Jeffrey Dahmer (1960 – 1994)

Responsabile della morte di 17 ragazzi, prevalentemente omosessuali, che adescava nei bar spacciandosi per un fotografo, Dahmer è stato soprannominato “Il cannibale di Milwaukee”. Il suo modus operandi prevedeva l’uccisione e lo squartamento delle vittime (nel freezer di casa vennero ritrovati organi umani). Condannato a 15 ergastoli, è stato ucciso in prigione da un detenuto affetto da schizofrenia.

 

Al cinema, ritroveremo la figura del serial killer con il film La casa di Jack, nelle sale dal 28 febbraio.