Zombie, fantasmi, serial killer hanno terrorizzato il pubblico da anni. Anche La casa di Jack – al cinema dal 28 febbraio – entra a far parte dello spaventoso club del cinema horror.

 

Horror: filone cinematografico del genere drammatico al quale appartengono quei film che abbiano come protagonisti personaggi orribili, spaventosi, oppure violenti e privi di ogni senso di umanità. È questa la definizione che il dizionario dà del genere horror. Ma tutti gli appassionati sanno bene che c’è molto di più!

L’atmosfera inquietante e la minaccia dietro l’angolo

Castelli, cimiteri, boschi, le vicende sono spesso ambientate in posti dalle atmosfere cupe e misteriose. A volte però capita che sceneggiatori e registi scelgano di raccontare la loro storia in un paesino tranquillo, in una comunità di brave persone, in una casa come tante: un insospettabile habitat, che diventa luogo perfetto per scatenare la malvagità di un assassino o di una strana creatura.

Suspense e colpi di scena

Il racconto dell’orrore sfrutta le paure più profonde dell’essere umano (la morte, la violenza, il buio, la follia) con lo scopo di suscitare spavento e mantenere lo spettatore profondamente coinvolto e attratto alla storia. L’horror è caratterizzato da una crescente suspense, un’ansia che (si augura il regista) arrivi al culmine, ovvero al puro terrore. Colpi di scena e finale a sorpresa sono un must di ogni film horror che si rispetti, azioni che ribaltano completamente la storia.

La letteratura horror ispira i grandi registi

Il primo film horror è stato Nosferatu il vampiro, girato dal regista tedesco Friedrich Wihelm nel 1922 (di cui Herzog ne realizzò un remake nel 1979) e tratto da Dracula, il romanzo di Bram Stocker. Negli anni a seguire furono prodotti parecchi film ispirati ai personaggi e alle storie della grande letteratura: negli anni Trenta James Whale dirige Frankenstein, mentre Rouben Mamoulian gira Il dottor Jakyll. Oggi è Stephen King il Re Mida dell’horror, dai suoi libri sono stati tratti alcuni dei film più belli di sempre, da Shining al recente It.

 

 

La fortuna dei sottogeneri dell’horror

Classico, slasher, zombie, paranormale, l’horror racchiude in sé diversi sottogeneri, capaci di aggregare un pubblico diversificato. Con George A. Romero e La notte dei morti viventi vengono create le linee guida dei film con zombie, grazie a John Carpenter nascono quelle dello slasher, mentre William Friedkin fa centro nel tipo occultista con L’esorcista.

Il talento dei maestri italiani

Un legame speciale è quello che unisce il cinema horror ai registi italiani. A loro va il merito di avere creato uno stile impareggiabile e di aver affinato una tecnica più volte imitata. Dario Argento, Mario Bava, Lucio Fulci sono considerati i padri dell’horror, maestri del genere riconosciuti a livello internazionale. I loro film sono spesso citati nelle opere dei registi più giovani, come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, fan sfegatati del cinema dell’orrore Made in Italy.

E in tema di talento, occorre attendere il 28 febbraio per vedere l’ultima creazione del maestro von Trier: La casa di Jack.